Iper, Iperal e Coop hanno segnalato il richiamo di un lotto di Roccaverano DOP a marchio AgriLanga per la presenza di Escherichia coli STEC con gene EAE. Il prodotto interessato è un formaggio a latte crudo di pura capra, venduto in confezioni da 250 grammi, con lotto e data di scadenza 19/10/2026. Chi possiede il prodotto interessato non deve consumarlo e deve riportarlo al punto vendita.
Roccaverano DOP AgriLanga richiamato: lotto e dati per riconoscerlo
Il richiamo riguarda esclusivamente il prodotto identificato dai seguenti dati:
- Prodotto: Roccaverano DOP, formaggio a latte crudo di pura capra
- Marchio: AgriLanga
- Formato: 250 g
- Lotto di produzione: 19/10/2026
- Data di scadenza: 19/10/2026
- Produttore: AgriLanga
- Stabilimento: Regione Bricchetto 60, 14059 Vesime (AT)
- Marchio di identificazione: IT 01 720 UE
- Motivo del richiamo: presenza di Escherichia coli STEC con gene EAE
Questi elementi consentono di distinguere il formaggio interessato dagli altri prodotti AgriLanga e dagli altri lotti eventualmente in commercio.
Cosa deve fare chi ha acquistato il Roccaverano richiamato
Nell’avviso di richiamo pubblicato da Iper viene indicato di non consumare il prodotto e riportarlo presso il punto vendita.
L’indicazione riguarda il Roccaverano DOP AgriLanga da 250 grammi con lotto/scadenza 19/10/2026. Il richiamo non deve essere esteso ad altri lotti o ad altri prodotti dello stesso marchio in assenza di specifiche comunicazioni ufficiali.
Dove è stato venduto il Roccaverano DOP AgriLanga
Il richiamo è stato pubblicato da più insegne della grande distribuzione. Oltre all’avviso ufficiale di Iper, il Roccaverano DOP AgriLanga interessato compare anche tra i richiami di prodotto pubblicati da Iperal e in un avviso pubblicato da Coop.
La presenza degli avvisi sui siti delle tre insegne documenta il coinvolgimento dei rispettivi canali distributivi, ma non consente di affermare che il prodotto sia stato venduto in tutti i punti vendita Iper, Iperal o Coop.
Perché il formaggio è stato richiamato
Il motivo indicato nell’avviso è la presenza di Escherichia coli STEC con gene EAE.
La sigla STEC indica gli Escherichia coli produttori di Shiga tossina. L’Istituto Superiore di Sanità spiega che alcuni ceppi di E. coli sono in grado di produrre queste tossine, responsabili delle forme di malattia più severe associate alle infezioni da STEC.
Nel richiamo del Roccaverano DOP viene inoltre specificata la presenza del gene EAE. Si tratta di un gene di virulenza che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, è associato alla capacità di alcuni ceppi di aderire e colonizzare la mucosa intestinale.
Escherichia coli STEC: qual è il rischio
Gli Escherichia coli STEC possono essere trasmessi attraverso il consumo di alimenti contaminati. L’ISS indica tra le possibili vie di trasmissione anche alimenti di origine animale e vegetale contaminati e segnala che i ruminanti, compresi i caprini, possono essere colonizzati da ceppi STEC senza manifestare sintomi.
Le infezioni possono provocare sintomi gastrointestinali e, in alcuni casi, evolvere in complicazioni più gravi. Tra queste c’è la sindrome emolitico-uremica (SEU), che l’Istituto Superiore di Sanità segnala soprattutto nei bambini sotto i 5 anni e che può provocare danni in particolare a carico dei reni.
Queste informazioni descrivono il rischio associato agli STEC in generale. Non indicano che chi ha consumato il Roccaverano DOP richiamato svilupperà necessariamente un’infezione.
Fonti ufficiali consultate
- Iper – Richiamo Roccaverano DOP AgriLanga
- Iperal – Richiamo prodotti
- Coop – Richiamo Roccaverano DOP AgriLanga
- Istituto Superiore di Sanità – Cosa sono gli Escherichia coli produttori di Shiga tossina (STEC)
- Istituto Superiore di Sanità – Come si trasmettono le infezioni da STEC
- Istituto Superiore di Sanità – Complicanze delle infezioni da STEC





