Il Ministero della Salute ha pubblicato il 21 ottobre 2026 due avvisi di richiamo per la salsa tartufata a marchio Brezzi Oliviero Tartufi, a causa della sospetta presenza di tossina botulinica. Il richiamo riguarda i lotti L 596 e L 2586, entrambi venduti in vasetti di vetro da 500 grammi con termine minimo di conservazione al 31 dicembre 2028. Per precauzione, i consumatori che possiedono confezioni appartenenti ai lotti indicati non devono consumarle.
La segnalazione riguarda una sospetta presenza della tossina: gli avvisi non indicano che la contaminazione sia stata confermata.
Quali lotti di salsa tartufata sono stati richiamati?
Il richiamo interessa due lotti della stessa salsa tartufata, commercializzata dalla ditta Brezzi Oliviero Tartufi di Brezzi Gian Paolo.
| Prodotto | Lotto | Formato | TMC |
|---|---|---|---|
| Salsa tartufata Brezzi Oliviero Tartufi | L 596 | Vasetto di vetro da 500 g | 31/12/2028 |
| Salsa tartufata Brezzi Oliviero Tartufi | L 2586 | Vasetto di vetro da 500 g | 31/12/2028 |
Il primo avviso pubblicato dal Ministero della Salute riguarda il lotto L 596.
Il secondo avviso ministeriale riguarda invece il lotto L 2586. Il documento contiene anche fotografie della confezione, utili per riconoscere il prodotto.
Cosa fare se si è acquistata la salsa tartufata richiamata?
Chi possiede la salsa tartufata Brezzi Oliviero Tartufi deve verificare il numero di lotto riportato sulla confezione.
Se il lotto è L 596 oppure L 2586, il prodotto non deve essere consumato, per precauzione rispetto al rischio segnalato.
È importante non assaggiare la salsa per verificarne le condizioni. La possibile presenza di tossina botulinica non può essere esclusa attraverso il sapore, l’odore o l’aspetto dell’alimento.
I due avvisi ministeriali non riportano istruzioni specifiche sulla restituzione al punto vendita o sulle modalità di rimborso.
Chi produce la salsa tartufata e dove è stata venduta?
La salsa tartufata è commercializzata dalla ditta Brezzi Oliviero Tartufi di Brezzi Gian Paolo.
Il produttore indicato negli avvisi è Brezzi Gian Paolo, con stabilimento in Via Ambra 19/A, 58100 Grosseto.
I documenti non specificano le insegne commerciali, i punti vendita o le regioni nelle quali sono state distribuite le confezioni interessate.
Perché è stata richiamata la salsa tartufata?
Il motivo riportato dal Ministero della Salute è la sospetta presenza di tossina botulinica.
La tossina botulinica è una sostanza prodotta da alcuni batteri del genere Clostridium, responsabile del botulismo alimentare. Si tratta di un’intossicazione potenzialmente molto grave, perché la tossina può interferire con la trasmissione degli impulsi nervosi ai muscoli.
Il rischio è particolarmente rilevante per alcune conserve alimentari quando le condizioni di produzione o conservazione permettono lo sviluppo dei microrganismi responsabili e la formazione della tossina.
Nel caso della salsa tartufata Brezzi Oliviero Tartufi, gli avvisi non specificano l’origine della sospetta contaminazione né riportano risultati analitici o dettagli sugli accertamenti.
Quali sono i rischi della tossina botulinica negli alimenti?
Il botulismo alimentare può provocare disturbi neurologici, tra cui difficoltà a vedere, parlare o deglutire e debolezza muscolare. Nei casi più gravi può compromettere la respirazione.
La tossina non determina necessariamente alterazioni percepibili nell’alimento. Per questo motivo, un prodotto dall’aspetto normale non può essere considerato sicuro quando appartiene a un lotto oggetto di richiamo per sospetta presenza di tossina botulinica.
Il richiamo dei due lotti di salsa tartufata è una misura precauzionale. La sospetta presenza della tossina non equivale alla conferma della sua presenza nei vasetti richiamati.
In caso di sintomi compatibili con il botulismo dopo il consumo di un alimento sospetto, è necessario richiedere immediatamente assistenza medica.





