Il mercurio è naturalmente presente nell’ambiente e, nella sua forma metallica e inorganica, si trasforma in metilmercurio ad opera di microrganismi che vivono nell’acqua. Il metilmercurio, quindi, viene progressivamente assorbito da pesci, molluschi e crostacei che popolano l’habitat marino.
Seguendo le dinamiche della catena alimentare, molluschi e piccoli crostacei vengono mangiati dai pesci piccoli che quindi accumulano una certa quantità di metilmercurio. Quando i pesci predatori catturano e divorano i pesci piccoli, la contaminazione da metilmercurio sale, perché l’accumulo aumenta.
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Rischi del mercurio nella dieta a base di pesce
Una dieta ricca di pesce, molluschi e crostacei è un fattore che amplifica l’esposizione al mercurio con una serie di effetti dannosi all’organismo umano. Grazie alla ricerca scientifica e all’attività di monitoraggio continuo, i rischi per la salute legati all’esposizione al mercurio sono stati minimizzati attraverso una rigorosa regolamentazione a livello europeo.
Nel 2015, infatti, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha individuato il corretto bilanciamento tra i rischi e i benefici di una dieta sana che valorizza l’apporto nutritivo del pesce e dei frutti di mare.
Via libera quindi al consumo di pesce due o tre volte a settimana, cercando di variare il più possibile e limitando allo stesso tempo il consumo dei pesci predatori, già menzionati sopra, che hanno accumulato grandi quantità di metilmercurio, cibandosi dei pesci più piccoli.
Vediamo nel dettaglio i pesci che contengono più mercurio e che quindi vanno limitati nella dieta:
- Tonno
- Nasello
- Pesce spada
- Luccio
- Squalo
Perché è pericoloso il mercurio contenuto nel pesce
Gli effetti del metilmercurio sulla salute sono particolarmente preoccupanti per le categorie più vulnerabili della popolazione. La tossicità di questa sostanza potrebbe causare danni molto seri al sistema nervoso del feto e dei bambini.
L’ingestione di grandi quantità di metilmercurio può provocare:
- danni alla vista e all’udito
- paralisi alle mani e ai piedi
- difficoltà a esprimersi verbalmente
- debolezza muscolare
Esistono poi casi ancora più gravi che comprendono la paralisi e il coma.
Invece, l’esposizione continua di dosi più basse di metilmercurio, principalmente attraverso la dieta, comporta altre manifestazioni: non si verificano questi sintomi eclatanti, ma effetti a livello neurologico.
Appare chiaro, quindi, come i bambini siano maggiormente a rischio rispetto alle altre categorie della popolazione, proprio perché il metilmercurio va a compromettere lo sviluppo del cervello. Possono così generarsi disfunzioni e disturbi in grado di colpire la memoria, l’attenzione, il linguaggio, l’area motoria eccetera. Allo stesso modo, il consumo eccessivo di metilmercurio in gravidanza può esporre il feto a danni molto seri.
Come consumare il pesce in modo sicuro minimizzando il rischio mercurio
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha fissato la dose tollerabile di assunzione di metilmercurio su base settimanale pari a 1,3 microgrammi per chilo di peso corporeo.
Inoltre, il Regolamento Europeo 1881/2006 stabilisce una soglia di riferimento per determinare i limiti accettabili di mercurio nei prodotti ittici. Se questi limiti vengono superati e i controlli sanitari accertano una non conformità, scattano misure di protezione per cui il pesce non potrà essere venduto o sarà richiamato se già in fase di vendita.
Naturalmente, non è consigliabile eliminare il pesce dalla dieta dei bambini in quanto è ricco di proprietà preziose che favoriscono lo sviluppo e la crescita. Occorre imparare a integrarlo nella dieta in modo corretto, variando le specie e le tipologie di pesce, utilizzando maggiore cautela verso il pesce tendenzialmente più ricco di mercurio, come abbiamo visto, limitandone il consumo.
Il pesce infatti ha delle caratteristiche uniche e di grande pregio: le sue proteine sono facilmente digeribili, mentre gli acidi grassi omega 3 di cui è ricco sono benefici per il funzionamento del cuore. Inoltre, il contenuto di vitamine A, B e D rende il pesce un supporto di grande valore per l’organismo umano.
Approfondimento: Facciamo chiarezza sugli Omega 3
Fonti:
Istituto Superiore di Sanità – Mercurio: quali sono i suoi effetti sulla salute?





